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Ritrovarmi

che bello, ritrovarci su questa pagina, dopo tanto tempo!

è così bello il silenzio che respiriamo qui.

Rondine ed io

Tanti uomini hanno paura della luce degli occhi,
perché mettono in discussione la ragione con l’anima.

Carmen

Solitudini

Solitudine

La solitudine è farfalla che vive all’ombra dei ricordi
vola di fiore in fiore
è la punta spezzata di un vecchio grammofono abbandonato
il pianoforte scordato, privo del tocco dei polpastrelli
è lo spartito vuoto alla luce di una candela accesa
il riflesso della vita allo specchio
il silenzio dopo il rintocco della campana
è la goccia sopra il ramo
la solitudine è il tempo appeso sulla parete
a coprire del presente il vuoto
è la cartolina mai spedita
è l ‘ombrello  rosso nella nebbia
il fiore capovolto nel vaso
è luna senza stella, è cielo senza sole,
il nido vuoto sotto la grondaia arrugginita
la solitudine è la coperta che ti copre a sera
il suo calore morbido e silenzioso
è il canto della nenia degli avi
ma è anche  la risata di chi ostenta allegria
la solitudine è la signora che apre la porta all’alba
e ascolta le sue voci.
Rondine

La cova

Veleggiando sulla solitudine incontaminata
arrivai alle stagioni decantate
il dolce volo sul bordo di un’ala
la cima dell’essenza santificata

Oh grande amore che tanti semi sparse
sulla spiga bionda del grano
ma è nel seno del mio seno
che l’anima il raccolto cova.

Rondine

A passanti

Mi scuso con chi è passato dalle mie partii, ma ho avuto problemi di connessione con hotmail e con wordpress.

adesso pare sia tutto a posto.

Ora provo ad affacciarmi ai vostro Paradiso :). 

Se non riesco ad entrare, lascio un messaggio qui.

Grazie e buona giornata! 

Carmen 

Prova

Prova, riuscita? 

Consegnò a te l’umana specie
e di azzurri veli ti avvolse
Signora mia del Carmen
mostrami la luce
che nel seme è rinchiusa
a cui farò ritorno

su questa antica pietra
sediamoci un istante
vorrei toccar la mente
gli occhi e le guance
prenderti per mano
e insieme andare avanti

perché l’effimero non matura
nemmeno al suo traguardo

ho dato anch’io al mondo
quel che andava dato
ho preso a morsi la fatica
cullato il mio dolore
e gioia ho seminato

mi resta il poema da donarti
un po’ santa e un po’ blasfema
pur sempre è una preghiera
son fatta di rumore d’ossa
e di un sol incanto

Signora mia del Carmen
m’inchino a te
in questo giorno santo
graziosa solitudine Madonna
dimmi, sotto quale vela l’Anima
s’adombra?

Carmen

Non solo oggi parleranno
tutte le donne che in me dimorano
perché sanno del velo stracciato
all’altare sacrificale
l’innocenza stuprata di bambole
con il mestruo tutto l’anno

canteranno dell’usignolo in gabbia
e del sinistro tintinnare di catene
che legano polsi gentili alla follia

bonificheranno l’acqua torbida
che sommerge la voce
spezzeranno la corona di filo spinato

e poi pianteranno insieme
su ceneri dorate una mimosa al sole
e il profumo sarà sparso sul granio dell’uomo
a ricordare la genetrice

ché ogni volta che viola il sacro ventre
che impicca l’anima sul palo sappia
erano madre sorella e figlia

le donne che in me dimorano sanno
che giustizia è femmina
e che il livore di una sola sarà livore delle altre.

Aspettano la saga e i colori dell’arcobaleno,
la musica del sereno, le mie donne
prima di danzare con l’uomo vero.

Carmen

L’unica grazia che concede
è lo sfiorare il sudario d’acqua
ombrosa ancella
prigioniera nella sua casta
che mai famelica è sazia

nell’isola la pudica verità si spoglia nuda
tra pietre del mistero di cui ella si adorna,
o forse sono piume?

Vita piange, Lei beffarda sorride ai tanti ipotesi
ma dove porta la fede dei suoi pagani eletti
se non tra fiori
che pur saranno di ombre o di luci
certezza è che ama immolare l’agnello
che fu dalla vita benedetto

sull’isola sua, prima dell’eternità,
non è mai Pasqua.

Carmen

FESTA DEL PENSIONAMENTO

L’anno 2012 è stato l’anno della svolta, che con le vecchie regole, mi ha dato la possibilità di andare in pensione a 62 anni, ma l’Inps pagherà soltanto a febbraio del 2013.
Mi mancava questa nuova esperienza: due mesi senza stipendio e senza pensione, ma non mi lamento, anzi sto zitta di fronte al disagio che vive un’Italia impotente, perennemente. Bisogna indossare la pelle di quella gente per sentirne i brividi.
Intanto, visto che sono in standby, osservo. Osservo il percorso della vita e penso di aver vissuto tre volte, sempre la stessa eppure così diversa.
Qualcuno asserisce che non si cambia, io credo invece che sono gli Eventi a farci cambiare.
Tutti gli esseri viventi hanno una cosa dentro che vive latente, fino a quando una forte scossa la fa emergere e si chiama “Istinto di sopravvivenza”, che sa renderci addirittura “geniali”, perché dunque dovrei preoccuparmi per due mesi di astinenza.
Saggezza e serenità non colano giù dal cielo, bisogna guadagnarseli sulla terra scavando nel profondo, e soltanto quando le nostre unghie saranno abbastanza sporche e la nostra bocca sarà piena di semi, possiamo di nuovo rivolgere lo sguardo al cielo e pretendere il premio.
Si dice che non si cambia: io sono cambiata tre volte. Dagli errori ho capito che dovevo salvare la “purezza”, ossia la bambina della mia prima vita. Soltanto ascoltando lei, avrei potuto arrivare alla metà della strada, l’altra metà è dovuta grazie all’esperienza.
Adesso che ho fatto tutto quello che ho potuto fare, mi resta di attendere osservando, perché ho imparato ad osservare assorbendo.
La seconda vita è stata un intervallo di 21 anni di normalità, grazie alla famiglia che eravamo, perché la normalità è preziosa. Molto devo ad Oreste che una volta mi apparve nel sogno.
In quel sogno raccontavo disperata dei miei enormi problemi, ma senza chiedere nulla com’è mia abitudine.
Lui mi disse: “E’ per questo che sono qui”
Non mi faccio tante domande sul perché sognai Oreste, anche se so che ci sono due possibilità: uno potrebbe essere che il forte desiderio di averlo accanto in un momento così difficile della mia vita generò il sogno, l’altra è che chi ci ha amato nella vita non ci abbandono dopo, certo è che sognarlo fu un sollievo.
La terza vita l’ho appena intrapresa. Non so come sarà, ma ho la certezza  che adesso prendo le cose per quello che sono, spoglio il superficiale dall’essenza, faccio della virtù ciò che per gli altri possa sembrare stranezza, perciò stasera preparerò il tavolo per due, accenderò il camino e tante candeline e darò luce al tempo che passa e al tempo che arriva.

Carmen